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Il blog di fantarea.com
dove la realtà incontra la fantasia

La piacevole storia romanzata di una famiglia siciliana

08 October 2017

In "Sere di stelle e frinire di cicale" ( per l’ebook www.fantarea.com/libri per il cartaceo www.paguroedizioni.it ), dal 1890 al 1963, attraversando due conflitti, si snoda la prima parte di una saga in un ambiente patriarcale e rurale siciliano, segnato da eventi tragici, ricco di contraddizioni e dal cui giogo bigotto, l’autore si riscatta pagando cara la ribellione. Marcia o crepa! Questo è il motto, ma con il sorriso e un tocco d’ironia

Nell’ultimo decennio del 19esimo secolo il cielo stellato in Sicilia era ancora una realtà. L’inquinamento ottico che invade anche le campagne dell’estremo Sud, dove il frinire delle cicale si fa sempre più raro, non prevaricava sulle notti.Che si legga dei patriarchi “Peppi u Crapu” o “Paulu Varrachedda”, di Menu e della sua famiglia o di Litria Cannata che pensa quanto basta prima di fare, il mondo contadino è descritto con brio anche quando deve separarsi dai suoi giovani che, imbrigliati in una uniforme, vanno a morire al Nord. Su questo mondo si apre di tanto in tanto lo spiraglio di una melanconia caustica.

[Peppino per burlarsi del taccagno sospettoso, non appena lo sentiva russare si alzava e gli pisciava contro la tenda. Manovrando il pene come un ugello da spruzzo, sventagliava il getto e le gocce, picchiettando sonore sul telo, destavano l’impressione di un'improvvisa pioggerella cadente da fantomatiche nubi. Don Corrado, in dormiveglia, preoccupato, chiedeva con quella voce di pollo arrochito senza venir fuori dalla tenda:«Picciuotti ma che fa il tempo, si guasta?»«Nun si priuccupassi! Sunu sulu stizzi passanti di suzzura», “non si preoccupi”, gli rispondeva Peppe, “sono sole gocce passeggere di condensa atmosferica sporca”. Svuotata la vescica il tempo si raddrizzava.] dal capitolo 10

L’arrivo di un nuovo elemento polarizza la nostra attenzione. Egli assorbe la tragicità del momento a cui fanno cornice eventi descritti con uno stile pungente, quasi burlesco, smorzando il tono.

[Palazzolo (Acreide), come preludio, era stata semidistrutta da un bombardamento aereo perché qualcuno vi aveva sospettato la presenza di un contingente tedesco. Nulla di vero. Forse i piloti in ricognizione scambiarono i fichi d’india degli orti con militari in grigio verde o qualche razzo aveva illuminato quelli che si trovavano al cacatoio. Chissà quale ordigno, arma segreta o forze speciali si nascondevano tra quella sfilata di culi bianchi, mai osservata altrove nel globo.] dal capitolo 16

Il nuovo arrivato cresce libero in un ambiente semplice e genuino, fino a quando il contributo alla vita non comporta alcuna ipoteca sul futuro suo e su quello degli altri. Schiavo, al momento della scelta del proprio domani, del detentore della sua potestà e contro cui si ribellò. Ogni rivalsa comporta un prezzo e quello pagato da lui per volere essere se stesso, fu elevato.

[I fratelli erano dei titani. Tenere il loro ritmo era pura follia… … D’altronde quel giorno, alla fine della cena, alla quale tutti i componenti della famiglia prendevano parte e coronata dal rosario, mio padre, rivolto ai fratelli, aveva detto chiaramente:«È vostro, stiratelo!» Considerai una sfida il sorrisetto maligno nell'espressione degli astanti. Non mi sarei mai e poi mai piegato. Solo la morte avrebbe potuto avere ragione del mio orgoglio intollerante di ogni forma di costrizione.] dal capitolo 22.

Resiste, e solo con un grande sperpero di energia riesce a non soccombere. Resta però incapace di cancellare dal proprio substrato insicurezza e ipocrisia che per lunghi anni lo accompagneranno…

[Seduta per terra sul suolo un poco in declino coperto dall’erba estiva che cresceva ai lati di quel rigagnolo d’acqua preziosa nella bollente estate siciliana, restava in attesa, le mani sulle ginocchia piegate verso l’alto. La gonna scivolata “sbadatamente” a mezza coscia, offriva la vista su un panorama esaustivo, inquietante. Formosa, in tale posa, non me la sento nemmeno oggi di darne un giudizio diverso e poi... non indossava nulla sotto e, con l'aria di chi ne è consapevole, stava lì a inghiottirmi con i suoi grandi occhi neri. Mancò poco che mi si annebbiasse la vista. Rosso come un pomodoro maturo, girai lo sguardo altrove. … Alla luce del giorno la morale lo imponeva.] dal capitolo 23.

… e quando finalmente riesce a liberarsi di una parte della zavorra e dei pregiudizi che gravavano su di lui,

[Dalla “C” continuando verso il basso, tra circa un centinaio di abilitati delle due sessioni di esami, lessi un nome simile al mio. Chissà di chi si trattava. Dal fondo della lista andai verso su per rileggerlo a più riprese. Era l’unico ed era il mio! Mi sentii male. Nell’ampio atrio marmoreo dell’ingresso regnava il silenzio. Non c’era anima viva. Poggiai la testa sul braccio contro la parete e piansi. Si era aperta una valvola di scarico che lasciava fluire timori, ansie e tensioni accumulate per mesi e mesi. Era la fine di un’ossessione e da allora questa valvola, per un riflesso condizionato, si annuncia sotto l’impatto di un evento travagliato. Risveglia i neuroni annichiliti da quel trauma.] dal capitolo 28

… sa che anche il nuovo cammino non sarà esente da sfide insidiose. Riuscirà a uscirne indenne?

2 commento/i


editore

10 Nov 2017 01:43:25

Grazie Gloria per le osservazioni ottime e molto equilibrate.


Gloria Bressan

10 Nov 2017 12:58:44

Da questo libro non si è mai esclusi : la storia coinvolge con la consapevolezza che rappresenta le radici dei nostri padri, nonni, amici o conoscenti.Un lungo lasso temporale vissuto intensamente che affiora nei ricordi sia appena sfiorati sia raccontati con puntigliosità. In un mare di libri dalle trame inventate dalla fantasia degli autori, questo racconto si dimostra interessante proprio per la sua peculiarità di vita vissuta, di successi e fallimenti reali. Una vita vissuta a muso duro ma con sfumature di una fragilità inaspettata e percepibile.Il seguito lo aspetto con curiosità!


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