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Il blog di fantarea.com
dove la realtà incontra la fantasia

Una coppia sotto i riflessi cangianti dell’iride

10 September 2017

"Il soffio Alisei" (per l’ebook www.fantarea.com/libri) del nostro breve fantasy, spazza o addensa nuvole sul cielo di Saru e di Giulia. E sarà Giulia a imprimere una svolta alla frenesia erotica di Saru trasformandola in amore.

La storia inizia in una città della costa ionica con le immagini di un funerale atipico…

[ Era un’urna cineraria! Custodiva quello che rimaneva di una persona che aveva avuto il ruolo di protagonista nella loro vita e nella vita di tanti altri. Dietro l'austerità del nero della diligenza, l'occhio si scontrava con l'improvviso lampo di un'immagine atipica: una baraonda abbagliante, sgargiante di colori, che si scostava da tutti i canoni, come se il carnevale di Rio o una festa tribale del cuore dell’Africa dei secoli passati fosse stata paracadutata là, all’improvviso.] dal capitolo 1.

… per poi puntare il dito contro l’appiattimento culturale del mondo moderno e il consumo di massa di banalità effimere, facendo sì…

[E i maligni, gli arguti, sapevano e sapranno trarre vantaggi da un ambiente infesto di aborti multimediali che promuovono il successo di facciata. Costruito sull'illusione, strumento di gestione sociale, esaltato dalle droghe, illuminato e applaudito su passerelle e stadi, abbassava la soglia del vivere civile che scivolava sempre più nell’indifferenza e ignoranza assoluta del prossimo e di se stessi.] dal capitolo 2.

… che chi in tale ambiente si distingue, sia soggetto ambito di coloro che sanno apprezzare la differenza.

[Le ragazze che l’avevano dovuto cedere ne parlavano malvolentieri. Perdere quell'esemplare era uno smacco perché in fondo, nonostante l’evoluzione, erano possessive. Lo trovavano uno “schianto” e, le più disinibite, non evitavano di confrontare gli amplessi sublimi vissuti in tutte le posizioni immaginabili e in tutti i luoghi, uno perfino sull’inforcatura di un albero che per fortuna riuscì a resistere.] dal capitolo 3.

Ed ecco spuntare con tanta voglia di vivere una non ancora diciottenne dai modi spigliati, che viene a mettere a soqquadro il quotidiano.

[All’aria aperta, passeggiando:«Che corso frequenti?» gli chiese.«Per il baciamano?»«No dai. Volevo punzecchiare.»«Hai bucato la prima camera d'aria e ora devi soffiarci dentro. Non mi scappi.» Le prese il viso tra le mani e se la baciò. Quando le bocche si staccarono lei ebbe un brivido.«Mamma che antifona!»«L'ouverture completa sarà qualcosa d’inedito», le rispose.«Non ora», e incamminandosi, «dai, che corso frequenta il mio topazio?» Saru sbuffò. “Questa è più maligna di una volpe” pensò.] dal capitolo 4.

La vita evolve, e quando tutto sembra scorrere nell’alveo della normalità ed eventi inaspettati rischiano di annientarci, l’ancora di salvezza è spesso la forza innata della donna…

[Giulia gli stava dietro in piedi, inebetita, le mani poggiate sulle sue spalle, le guance rigate. Cercava di consolarlo ma chi consolava lei? Nessuno! Da oltre dieci giorni si erano sigillati, tumulati in casa. Telefoni staccati, citofoni e suonerie bloccate, tendoni che lasciavano filtrare opaca la luce del giorno.] dal capitolo 7.

che sveglia in noi una nuova luce e …

[… per evitare che il silenzio dietro le pesanti tende di velluto dove si celava l’immagine del dolore, venisse profanato dallo strisciare secco della lama delle forbici che recidevano qua e là un rametto fuori posto, un virgulto cresciuto male o che stava per morire, un fiore superfluo. Saru l'osservava come se lo vedesse all'opera la prima volta. Osservava gli steli recisi che si accasciavano al suolo per essere raccolti in un angolo a macerare o a bruciare. Vedeva il giardiniere rimuovere la terra, arricchirla di nuove piante, aggiustare l’humus attorno a loro perché tenessero e per mettere bene radice.] dal capitolo 8.

… fornisce la spinta per continuare con riacquistata fiducia, coscienti che nulla ci appartiene e che anche gli affetti più cari ci sono stati solo affidati.

[«E l’hai saldato questo debito?»«Impossibile Gionata», sorrise, «pago solo le rate. In assenza di altri eredi, toccherà a te continuare a pagare. Più possiedi e più hai da pagare. Nessuno ti regala qualcosa e tanto meno la vita, dalla quale hai ricevuto in prestito un capitale inestimabile.»] dal capitolo 11.

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