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Il blog di fantarea.com
dove la realtà incontra la fantasia

Un pamphlet sul passato, presente e speriamo non sul futuro

22 August 2017

“Le Chiappe del Demiurgo” (per l’ebook www.fantarea.com/libri), con quella “C” maiuscola scelta a ragion veduta. Come una volta i crociati ornavano i loro scudi, ora sono le Chiappe il simbolo guida di una innovazione destinata a fare storia e della quale

motore “mobile” è l’industriale Chiaculo, e il luogo dove l’idea è balenata: sulla tazza del WC di casa. Come restare insensibili all’immenso spreco di energia tra zavorra e prodotti di scarto che prendono la via delle cloache in un periodo quando chi sgobba, confrontato alle difficoltà economiche e agli sprechi delle classi dirigenti, per sopravvivere è disposto ad arrampicarsi sugli specchi?

[«… Pensarci ne è valsa la pena» disse a se stesso chiudendo la seduta con un roboante punto esclamativo. Sollevò il deretano, si accovacciò sul bidè per sciacquarsi come faceva abitualmente con un getto d’acqua fredda che aiutava a tenere sempre attiva la circolazione sanguigna della relativa regione, osservò poi nella tazza la rispettabile quantità di materiale espulso ancora visibile e del quale sarebbe stato curioso di conoscere peso e caratteristiche organolettiche …] dal capitolo 1.

Sicuro della bontà dell’innovazione, Chiaculo non lesina alcun mezzo per realizzare il suo progetto avvalendosi della collaborazione del genio universale prof. Di Gerendo e dell’architetto, ingegnere prof. Analeto d’indubbia fama. Due elementi di spicco del Gotha accademico, in grado di recepire la potenzialità e unicità della sua visione: valorizzare le Chiappe e ciò che espellono …

[Chiaculo, Di Gerendo e Analeto: un trio dalle immense risorse che, una volta realizzata la sfida lanciata da Chiaculo, sarebbe stato elevato a fama universale grazie alla gestione mirata del prodotto delle chiappe.] dal capitolo 1.

E cari lettori avreste mai pensato d’incontrare un architetto di tale spessore?

[Aveva realizzato un progetto che lo aveva catapultato nell'olimpo dei grandi assieme ai politici che se ne erano fatti promotori e animatori per apparire negli annali della storia come padri della patria: un ponte su due sponde marine senz’alcun pilone o meglio con un pilone unico "appeso al cielo”.] dal capitolo 1.

Senza anticipare la risata di chi condivide o lo sdegno dei benpensanti in armonia con le istituzioni, nei confronti dell’autore di queste pagine, “ciarpame” dissacrante e irriverente, sorvoliamo le quisquilie che riguardano lo “Sfinterogeno”, Scuregiola, Pier Nacchio, e che oltre a Produsconi (o Renzusconi oggi), coinvolgono anche Joseph Sturm-Drang-Beben-Ruhe, e chiudendo con uno scambio di vedute tra Mons. Sbafetta e S.E. Affettato …

[«Monsignor Sbafetta, si metta al lavoro e prepari una ricerca filosofica a indirizzo e contenuto ascetico dove faccia bella figura, magari denominandolo con un termine moderato, lo stronzo.» Sbafetta, che ancora non era abituato ad ascoltare tale parola dalle labbra del suo superiore, ci mancò poco che bruciasse il semaforo sul rosso. Le gomme si misero a fumare sotto la stretta dei freni. Sua Eccellenza, che occupava il sedile posteriore, fu quasi proiettato contro il parabrezza.«Sbafetta, faccia solo stronzate positive!» urlò.«Certamente, Eccellenza. Che lo stronzo sia con lei.»] dal capitolo 13.

… ci rimettiamo alla mercé del lettore e alla facoltà di emettere la propria sentenza inappellabile.

1 commento/i


Dario Distefano

14 Oct 2017 07:55:35

Divertente satira che ci dà uno scorcio su una dimensione a metà tra il paradossale e il grottesco con evidenti riferimenti alla storia politica recente del nostro paese.


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