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Un barbone “caustico” salva dal mare un naufrago di colore

01 August 2017

"Tirambo" (per l'ebook www.fantarea.com/libri) emarginato per scelta, caustico e pungente come un porcospino, arroccato nel suo mondo non si lascia spodestare né da Sem e nemmeno dal fascino di Claudia.

Quando i pesci snobbano l’esca o il mare è inclemente, non è raro che Tirambo sia costretto a saltare i pasti. Per lui, barbone “nobile”, il mare è vita, gli tutela l’indipendenza. Dall'arenile scorge una grossa macchia scura. Il cadavere di un grosso pesce o di un disgraziato in cerca di fortuna? Il corpo esanime di un naufrago di colore alberga ancora un flebile soffio di vita. A questo punto che si tratti di un nero, marrone, giallo, rosso o bianco bisogna dargli una seconda chance. Non sa perché lo fa. Lo fa e basta. Tra Tirambo e Sem, il nome che verrà dato al naufrago, si consolida un’amicizia senza pretese. Ed è la dea Fortuna a baciare Sem. L’ex naufrago prova a manifestare riconoscenza verso il suo salvatore ma proprio questo guasta le acque. Il barbone, geloso della propria libertà, rifiuta il mondo che lo circonda del quale prende solo le briciole indispensabili alla propria sopravvivenza. Con gli anni si è sigillato in una corazza impenetrabile in particolare alle donne.

[«… Preferisco rimanere quello che sono e così come sono proteggere ciò che resta della mia libertà. È questo il prezzo. Sei già venuto a rompere una volta e ti ho risposto e ripeto: vaffanculo diamante, tu, Sem, la sua donna e anche la tua gnocca.»«Al cazzo come sei docile!» esclamò Claudia.«Cosa speravi di trovare, femmina!» girandosi a osservarla nuovamente, visto che la donna aveva tirato via i jeans ora stesi sullo scoglio al sole.«Cosa osservi?»«Hai due belle gambe e due cosce da modella.»«Sì e ci tengo a tenerle belle.»«Ci dovresti mettere nel mezzo uno sgombro.»«Pescalo e dammelo.»«Non fare l'ingenua.»«E tu non considerare tutti delle teste di cazzo.»] dal capitolo 9.

Ed è proprio Claudia, l’amante di Vittorio, proveniente da un mondo opposto ma per certi versi analogo, che a piccoli passi prova ad aprirsi uno spiraglio in quello di Tirambo. Costui preso in un dualismo lacerante, incalzato dal richiamo della vita, stretto tra due alternative, chiude la porta in faccia a tutti.

[… Non lo trovò nemmeno al mare ma non si perse d’animo. Finalmente, dopo vari tentativi, lo scorse su un arenile.«Buongiorno. Posso salutarti?» La risposta fu un grugnito. La barba grigia lunga e incolta, i capelli arruffati, sulla fronte spiccavano due vistose cicatrici. Gli sedette accanto in attesa di una parola o di uno sguardo. L’attesa era stata lunga, poi:«La carne aveva fatto i vermi…», la voce era stanca. «Ti prego di non venire più a trovarmi.» Claudia si alzò:«Scusami!» e si allontanò triste.] dal capitolo 21.

E Sem?

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