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Il blog di fantarea.com
dove la realtà incontra la fantasia

Il Quartiere

21 July 2018

Il "Quartiere", un agglomerato di fatiscenti edifici di periferia, dove il tempo scorre in un alveo di degrado. Degrado che Ela, costretta alla convivenza con il bullo omnipresente e il "bombato" dei bassifondi, stigmatizza con rozza spontaneità, ricca di sensazioni e in uno stile genuino.=leggi tutto
[I fatti narrati sono realmente accaduti. I protagonisti di questi fatti sono stati camuffati e i loro nomi cambiati nel rispetto della loro privacy.A quanto pare, anche i Bulli ne hanno diritto.Chiunque dovesse riconoscersi in uno dei personaggi sappia che è un fatto puramente casuale.Ma in tal caso consiglio un esame di coscienza.I luoghi descritti esistono davvero e potete trovarli in ogni periferia degradata ai margini delle grandi città dal Nord al Sud Italia. Quelle periferie che fate finta di non sapere che esistono e che comunque riuscite a evitare così bene.] da Avviso ai lettori

Il primo bullo, stereotipo ignorato, fa capolino tra le mura di casa.

[Mio fratello Nervetti si è sempre prodigato per farmi giocare, aveva bisogno della schiavetta, del suo Robin, del suo Sanciopanza, del suo secondo. Ma non appena era con i suoi amici faceva di me il fulcro del divertimento.Aaahh, ma io stoica non demordevo. Gli stavo appiccicata, lo imitavo in tutto e, cretina, facevo tutto quello che mi diceva.] dal capitolo 1

Prima o poi l'incontro con i bulli comuni non ci sarà risparmiato. Lo diciamo al plurale perché il bullo, vigliacco o esibizionista, non entra mai solo in azione, tranne che non abbia la certezza assoluta di avere la meglio.

[Lui e i suoi amici erano in fila, spalla a spalla e testa bassa. Un ragazzo più grande, con evidente fare minaccioso e strafottente, gesticolava loro davanti. Con aria divertita e crudele ogni tanto ne spintonava uno o gli sputava addosso, beandosi della loro paralisi di terrore e delle risate del suo branco, fino a che alzò una mano e colpì il ragazzino accanto a mio fratello con una sberla da guinness dei primati…… Mia madre a quella vista partì alla carica con un urlo simile al ruggito di una leonessa. Spintonò, maledicendoli, gli spettatori non paganti dalle mani in tasca e si sparò come un pallettone calibro 32 al centro del cerchio parandosi davanti a mio fratello e caricando il bullo alfa che, tra lo spaventato e il divertito, le faceva il verso scappando] dal capitolo 1

Quelli cha ancora abbiamo incontrato sono "bullini" o bulli in gestazione. Per Ela, nuova arrivata in una quarta elementare, arriva il battesimo di fuoco, ministro il "bullino" per procura.

[Stavo iniziando a scegliere su quale gruppetto di compagni puntare per rompere il ghiaccio quando mi si parò davanti un nanetto, morettino e anche un po' unto. Accennai a un sorriso di “ben trovato”, ma lui non mi guardò negli occhi, mi tirò uno schiaffo a mano aperta in piena guancia e mi rubò la merendina. Sciaf!…… Quello schiaffo lo presi a mani basse. Porkaccia! Proprio a mani basse e anche bella rilassata.“Non devo piangere, non devo piangere.”Kaxxo, vi giuro che ci provai a non piangere.] dal capitolo 3.

Da questo momento, di bulli "qualificati" con nomi e tipologie diverse ne vedremo tanti, snocciolati in un rosario di 34 capitoli ricco di assurdità, farse, tragedie. Bulli e bulle, parassiti fastidiosi, malefici, hanno infestato Ela.

[Così ilLuca, bambino ciccione obeso, faceva tremare il pavimento mentre skienava ilPaolo, piccolo rachitico e occhialuto, all'urlo di: “André the Giant vince ancora!”.Amici sportivi e non sportivi, qui è Dan Peterson dal ring della scuola elementare di Bulloland dove ilPaolo, skiacciato sotto il lardo del Luca, assume colorazioni di rosso fuori dalla tabella cromatica standard. Che spettacolo!] dal capitolo 4.
[Scoprii presto che la Quadrata era il palcoscenico del bullo per infliggere pubbliche umiliazioni. Il suo ring.I bulli fanno skifo, la Quadrata serviva ai little-bulli o bulli-in-erba da vetrina per mostrare ai big-bulli o bulli-veterani in motorino, di essere degni di far parte del branco di grandissime teste di kaxxo…… Un giorno chiamarono mia madre da scuola... Avevo fatto saltare un dente al figlio del gioielliere… ops!(che poi avrebbe sfoggiato un fantastico dente d'oro, l'ho incontrato anni fa e ha ancora la mia personale firma. Hihihhi, che soddisfazione! Abbassa ancora gli occhi quando mi vede) Povero, gli ho riversato addosso tutta la rabbia e la frustrazione che avvertivo nella mia famiglia e l'odio che provavo verso me stessa per aver ferito mia madre per un kaxxo di zainetto della minkia. Bullo firmato: esorcizzato!] dal capitolo 6.

Senza cadere nel patetico, nel lamento noioso bensì con vivacità, al ritmo della musica che lei ama, in continuo equilibrio tra incazzature, riflessioni e rimorsi, ecco l'autrice in lacrime sul balcone di casa…

[Io, che fino a oggi vedevo tutto o bianco o nero, mi accorgo che grigia non è solo la mia città. La vita è grigia. Vittime e carnefici si mischiano e confondono. Lo zio e la sua depressione che costa alla mia famiglia tanto dolore. Una vittima che miete vittime. LaNella e la sua rabbia che segna per la vita un'innocente perché lei non ha avuto diritto di esserlo, innocente. Una carnefice, prima di tutto di se stessa. Giusto e sbagliato sono irrimediabilmente mischiati, concatenati, inscindibili.] dal capitolo 11.
[ È notte fonda e non riesco a dormire. Sgattaiolo sul balcone della cucina, dei due quello più lontano dalle camere… Fa freddo, mancano pochi giorni a dicembre, ma è una notte limpida… Picchio la nuca piano contro il muro cui sono appoggiata, gli occhi rivolti al cielo che diventa liquido.Piango! Che gran novità. ?Il cuore prende il ritmo della batteria...Hello, hello, hello, how low? … Forse anche il cantante è skifato dal mondo quanto lo sono io. È tutto così ingiusto quello che vedo, quello che vivo. O forse è skifato di se stesso come lo sono io? Rabbia, sto diventando rabbia, la sento ribollirmi dentro, mi fa serrare le mascelle e respirare forte dal naso.] dal capitolo 12.

Ma i bulli continuano a imperversare forti di una impunità che la società civile non riesce a contestargli.

[… Impotente osservo ilGarga che la bacia sul collo e sbeffeggia in modo odioso il suo fidanzato, ilFlavio.«Cazzo c'hai? Mmm? Ti dà fastidio che mi diverto con la tua donna?» … … Vomito bile, e mi scortico le nocche tirando pugni al muro ruvido al termine di ogni conato. Voglio farmi male, devo farmi male, devo stare male, me lo merito, devo punirmi.Kaxxo kaxxo kaxxo! Merda!] dal capitolo 14.
[ L'omertà non è solo un problema di noi ragazzi nel quartiere, l'omertà è un cancro sociale ben più esteso. Tre ragazzini stanno pestando a sangue un autista che stava solo facendo il suo lavoro e la decina di uomini sull'autobus che assiste resta impassibile. Nessuno di loro ha intenzione di prestare aiuto. Nessuno nemmeno ci prova.] dal capitolo 15.
[«... insomma, sono tutti degli avanzi di galera… Sai cosa hanno fatto? … Luca aveva metà faccia gonfia e blu, non può uscire di casa senza che qualcuno lo pesti. Hanno portato il figlio del Maurizione, ha otto anni, kaxxo. Hanno obbligato Luca a sdraiarsi e a farsi prendere a calci in faccia dal bambino. Da un bambino, capisci?… Sul portone e sulla porta di casa hanno scritto “infame, devi crepare” e ogni giorno devono pulire, gli buttano l'immondizia davanti a casa, gli hanno messo la merda di cane sulla maniglia!…… Luca, sedici anni, non ha più voluto vivere. Non sopportava di essere accusato e vessato per una colpa non commessa. Si è gettato dal tetto delle Torri, diciannove piani di vuoto lo hanno spaventato meno della vita che conduceva in Quartiere…] dal capitolo 18.

E infine ecco il bullo da indotto, il ragazzo carismatico che non teme un esercito di gatti randagi e riesce a fare riflettere anche i bulli di professione, i capi branco: Ela trova l'amore. I bulli non spariscono, tutt'altro, ma lei e il suo Marco sono riusciti a dargli scacco matto.( nota [ Marco sta parlando con Africa, che è venuto come tutti i giorni a prendere laBerta, mentre accarezza Kira si gira e mi sorride e io... vorrei correre da lui e saltargli al collo ma obbligo i miei piedi a procedere alla medesima velocità. ] dal capitolo 29.

[ Marco mi fa girare sui miei piedi, ho il cuore al posto del cervello che batte in testa.«Ela, ti voglio fare.» E… ci baciamo. Momento fuochi di artificio, stelle, comete, cuoricini che vengono rilasciati nell’aria. EVVIVAAA! Macché frase dimmerda che ha tirato fuori. “Ti voglio fare.” Maccos’èèèèè! Eppur mai frase nella mia vita fu più dolce. Va che roba brutta, divento anche poeta e tolgo le vocali finali alle parole.] dal capitolo 30.

3 commento/i


andrea fecchio

23 Jul 2018 11:27:50

libro crudo ed intenso, che racconta cosa vuol dire crescere in un quartiere difficile e degradato nella periferia di Milano, e cerca di spiegare, con molta ironia, come sopravviverne...


Adriana C.

23 Jul 2018 10:39:52

Ho letto il libro perché interessata all'argomento, il bullismo. Superati i primi capitoli la storia mia ha preso, non c’è pietismo né vittimismo, ma un positivo esempio di resilienza. Spero diventi un suggerimento per una serie TV.


Daniela Autolitano

22 Jul 2018 04:41:10

Ho iniziato a leggere questo libro un po' per curiosità e un po' per il piacere di scoprire un genere nuovo alle mie solite letture. Mi ha preso fin dalle prime righe!


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