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Il blog di fantarea.com
dove la realtà incontra la fantasia

Racconti d’autore che lasciano il segno

12 October 2017

“Storie di fantastoria” (per l’ebook www.fantarea.com/libri) è una breve raccolta di racconti unici nella loro diversità, che trasportano il lettore in nel reale e nel surreale. Iniziano con il fragore delle armi…
[Il capitano aveva stabilito il suo comando a metà strada tra plaza República, sede del palazzo presidenziale, e ponte Simon Bolívar, stendendo una carta della città su uno dei tavoli all’aperto del ristorante Mariposa, e facendo sistemare al radiotelegrafista la ricetrasmittente sul tavolo a fianco, all’ombra del pergolato di glicini che ombreggiava la facciata del locale, e fu lì che il sergente Ortega lo raggiunse.C’era, insieme al sergente, una ragazza.] da “Movimento rivoluzionario”

con il dramma di chi, a qualunque partito appartenga e qualsiasi religione professi, perde persone amate o compagni di sventura

[… se ne stava lì seduta a mordicchiarsi l’unghia del pollice. Vedendola in quell’atteggiamento penoso il capitano si sorprese a pensare a sua moglie e a sua figlia. Cosa provavano in quelle ore? Come le vivevano? Erano angosciate per lui? Temevano che gli capitasse l’irreparabile così come era accaduto ai fanti della seconda compagnia, morti probabilmente carbonizzati nella cingoletta andata in fiamme?] da “Movimento rivoluzionario”

e continuano in un’aerostazione in un punto dell’universo, definito da coordinate spaziali …

[«È nel settore ventuno», disse Pierre, «ottavo piano».?«Sono almeno due chilometri».?«Eh, quasi». Non era il caso di farsela a piedi, perciò chiamammo una cabina mobile, che giunse dopo pochi secondi, vuota, e in pochi secondi ci trasportò nel settore ventuno. In ascensore scendemmo dal trentaseiesimo piano, l’ultimo cioè della stazione spaziale, dove appunto per questo erano situati i vani di lancio e d’attracco delle astronavi, all’ottavo. Percorrendo un breve tratto di corridoio raggiungemmo l’ingresso dell’appartamento trecentoquarantasei. Introdussi la scheda nell’apposita fessura e l’anta si schiuse. Accesi la luce e fu sul serio una sorpresa.] da “L’alloggio”

… raggiunto dal dramma del pianeta terra, rimasto ieri, come oggi o domani, preda della sete distruttrice di potere …

[ «Mio Dio, sì». Si alzò dalla sedia. «Sono sbarcati nel deserto australiano. Sbarcati dai cavalli di Troia, come li ha definiti lei».            «Cioè con le nostre astronavi, le astronavi della UCS».            «Sì. Le avevano inzeppate di missili balistici e hanno colpito Pechino, Ginevra, Mosca e Los Angeles. I telegiornali danno già la notizia».            «Ma è spaventoso. Vuol dire che sulla Terra i morti si contano a milioni».            «Immagino di sì. …».            Stavolta fui io ad abbandonarmi sulla sedia.] da “L’alloggio“

… potere che si esprime in una uniforme, pronta a maciullare chiunque osi interporsi o solo manifestare opinioni diverse…

[«Lei conosce l’articolo quattrocentosedici bis del codice penale, vero?».?I muscoli e le ossa di Helmut smisero d’essere muscoli e ossa e divennero una gelatina fredda. Conosceva l’articolo quattrocentosedici bis. E conosceva la pena. Era la prima cosa che t’insegnavano ai corsi di giornalismo …?… «A… assurdo», balbettò Wilhelm.?«Cosa è assurdo?», gli chiese l’ufficiale.?«L’accusa. Secondo lei noi… io avrei letto o diffuso pubblicazioni proibite?»«Sì, esatto».?«Ma è ridicolo!»…… L’ufficiale gli piantò addosso uno sguardo celeste così puro da lasciare sgomenti. «Signor Lutze, abbiamo le prove».] da “L’attesa”

E sono ancora le uniformi, questa volta espressioni di etica e senso del dovere, le protagoniste in “Notte di guerra” …

[Il generale non tornava a casa da sette mesi. Si sentiva molto stanco e non si aspettava di trovare il cancello lasciato aperto, né la Daimler, né sua moglie ancora sveglia a quell’ora……Poggiò il bagaglio a terra. Il pannello scorrevole tra il salone e l’atrio era schiuso e poiché un’applique, nell’atrio, era accesa, nel varco s’infilava una lama di luce. Attraversò il salone e fu nell’atrio. Sulla mensola posta di lato all’entrata di casa notò un paio di guanti e un berretto da ufficiale. Avvicinandosi constatò, dal fregio, ch’era il berretto di un ufficiale del corpo sanitario. Non poté non trarne l’ovvia conclusione: Greta nottetempo riceveva, in camera da letto, un medico militare.] da “Notte di guerra”.

… prima di chiudere con “Satana e Cristo”, una metafora valida e di attualità, che potrebbe, ma non lo è, sembrare blasfema …

[«Sono la sostituta della signorina Marta, signor presidente».? “Me l’hanno scelta con cura”, pensò Satana e le disse: «Benvenuta».]

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